MJöLK: WHEN SCANDI LOVES JAPAN

- April 08, 2016 -
MJöLK: WHEN SCANDI LOVES JAPAN
Una delle cose sicuramente più importanti che ho capito da quando ho deciso di scrivere un Blog è cosa mi piace davvero e perché. Andare a caccia di ispirazione fa parte del mio lavoro, ed è sempre stata la fase più dispersiva perché a volte mi ritrovavo a dover scegliere tra cose spesso bellissime ma troppo diverse tra loro.
Oggi invece diventa sempre più immediato e facile riconoscere un colpo di fulmine per un Trend da quello che invece sarà Amore sconfinato per uno Stile.

E' vero amo il design che viene dal Nord, ma ho sempre avuto un debole anche per la filosofia che viene dall'Oriente. Un mix di culture che sembrano lontanissime ed invece trovano nel Design la conferma di essere legati da valori che quando applicati possono trasformare non solo lo Spazio ma anche la Mente di chi vi abita.

A conferma di questo nuovo incontro tra stili, oggi vi porto a Toronto, in Canada, per conoscere una coppia di amanti del bello, John e Juli Baker che hanno racchiuso in un solo luogo la loro passione per il Giappone e la Scandinavia, riuscendo a far diventare il loro shop una vera e propria Galleria di Design sempre aperta.
Numerose sono le loro collaborazioni con Designers e Artigiani di tutto il mondo che hanno creato, accogliendone l'anima pura e candida, per Mjölk oggetti meravigliosi frutto di Concept che non seguono le mode ma perseguono l'impatto emozionale.
Mi sono emozionata tantissimo nel vedere con quanta armonia e purezza sono stati disegnati e arredati gli spazi di Mjölk, ovunque si respira l'Estetica senza Tempo tipica della filosofia Giapponese e insieme un'attenzione per la funzionalità e le linee tipiche del design scandinavo.

SUCABARUCA coffee set by Luca Nichetto e Lera Moiseeva
Juli e John Baker


Cosa ne dite? Vi piace questa fusione di stili?
Io intanto vi auguro di cuore un buon felice weekend!!!

ILLUSTRATOR MONDAY ☆ PEMBERLEY POND

- April 04, 2016 -
ILLUSTRATOR MONDAY ☆ PEMBERLEY POND

Buon lunedì friends!
Avete voglia di tuffarvi nel mondo illustrato di due sorelle speciali?
Quella di oggi è la prima intervista doppia della nostra rubrica :-) finalmente infatti posso presentarvi Lalla e Luisa, le illustratrici che con ironia e delicatezza disegnano e creano il mondo meraviglioso di PEMBERLEY POND.

Illustrazioni personalizzate, accessori, segnalibri e progettazione grafica, questo e molto altro potrete trovare nel loro shop qui o visitando il loro coloratissimo sito.
Appassionate di Jane Austen, della Letteratura  e delle atmosfere Ottocentesche made in England (ma quante passioni abbiamo in comune?) le ho scoperte grazie al logo stupendo che hanno creato per il MySelfie Cottage di Rita. Potevamo non voler approfondire l'amicizia con chi sa disegnare casette così belle?
Perciò mettetevi comodi e scoprite insieme a me quante cose hanno da raccontarci le nostre ospiti ;-)
Buona lettura!!!


1. Quando vi siete avvicinate al mondo dell'illustrazione?
A voler scavare a fondo, credo che il punto dove ci troviamo ora abbia radici profonde nella nostra famiglia. La nostra nonna era di stampo classico e credeva che le signorine dovessero avere una certa educazione (un po' come le ragazze dei libri che amiamo), così quando eravamo piccine ha provato a farci imparare a suonare l'organo e ci ha spedito da un pittore a prendere lezioni. Molto romantico, sì, ma noi siamo sempre state abbastanza un disastro quanto a costanza ed esercizio e quindi sono stati solo brevi e infruttuosi tentativi. Ma aveva fatto lo stesso con nostro padre prima di noi (lei stessa dipingeva sulla ceramica) e quindi un po' tutta la famiglia non era estranea a matite e colori. Nostro padre disegnava per noi quando eravamo piccole e quindi il disegno ha fatto sempre un po' parte della nostra vita. In verità non abbiamo mai avuto una fortissima vocazione, non siamo mai state ossessionate dal disegno, ma leggevamo (e leggiamo ancora) tanti fumetti e ricalcavamo i cartoni animati dal fermo immagine in TV con la carta da forno. Quindi quando è diventato evidente che non eravamo particolarmente appassionate agli studi teorici, ripiegare sul disegno è stato quasi ovvio, così dopo il liceo abbiamo frequentato io la Scuola del Fumetto di Milano e Luisa quella di illustrazione del Castello Sforzesco.
2. Cosa vi piace di più del vostro lavoro? 
Di questo lavoro ci piace l'indipendenza. Il fatto di essere i capi di noi stesse. Dopo aver lavorato per tanti anni nell'editoria scolastica non ne potevamo davvero più di lavori monotoni e vuoti e di sottostare a decisioni più o meno sensate di art director e editori. Così abbiamo scelto un argomento che ci piacesse molto, la letteratura, e che fosse possibile articolare in moltissimi modi e piano piano lo abbiamo fatto diventare la nostra professione. Così ora ci ritroviamo con un lavoro che ci spinge di qua e di là, con sempre nuove sorprese e nuovi stimoli. In più questo lavoro racchiude in sè mille aspetti diversi... insomma, non c'è modo di annoiarsi!.

3. Quali sono le tre parole che meglio descrivono i vostri lavori?
Colorati. Nessun colore è proibito. Adoriamo la carta colorata, è come una droga. Più ne abbiamo, più ne vorremmo. E gli inchiostri, e i nastri e le perline. Siamo come delle gazze ladre quando si tratta di cose colorate. 
Divertenti. Non ci piace prenderci troppo sul serio. Tra noi scherziamo sempre su tutto e quando possibile ci piace anche farlo con i libri, soprattutto con quelli che amiamo particolarmente. La Austen per esempio è divertentissima. 
Curati. Nei nostri lavori c'è doppia cura perchè c'è quella di entrambe. Ci teniamo d'occhio l'una con l'altra ed essendo anche un po' perfezioniste ci vuole parecchio prima che entrambe si sia soddisfatte di un lavoro.




4. Potete descriverci la vostra giornata tipo?
La nostra giornata tipo è una lotta continua per cercare di combinare davvero qualcosa senza disperdere le energie. La verità è che per quanto bello e appassionante, questo lavoro si compone di mille piccole azioni che vanno tutte orchestrate per evitare che tutto vada all'aria. Siamo in due e ci dividiamo compiti e fasi di lavoro e quando una di noi si incaglia da qualche parte tutto subisce ritardi. Quindi solitamente, quando dopo colazione ci mettiamo all'opera, dedichiamo una mezz'ora a rispondere a email e a messaggi sui social e poi ci impegnamo a stilare una lista su tutto quello che c'è da fare durante la giornata. Parte della mattinata se ne va a impacchettare gli ordini e poi a spedirli in posta. Dopo pranzo è il momento giusto per fare le foto agli oggetti perchè c'è la luce giusta e se quella scappa poi è finita. Nel pomeriggio lottiamo con i lavori personalizzati che ci vengono richiesti e nei ritagli di tempo progettiamo quello che di nuovo metteremo in negozio. L'ultima parte della giornata è dedicata al nostro progetto Un Anno di Meraviglia, a scegliere gli argomenti dei post, a leggere quello che hanno fatto durante la giornata le splendide donne che vi stanno partecipando. Il difficile è poi mettere la parola FINE alla giornata senza lasciarla allungarsi all'infinito. A questo ci stiamo ancora lavorando.
5. Come avete sistemato la vostra zona di lavoro?
E' da circa un anno che ci siamo guadagnate una zona di lavoro tutta nostra. Prima eravamo incastrate e sparpagliate. Avevamo i due computer su due piani diversi della casa e ci parlavamo tramite skype o ci urlavamo da un piano all'altro. Ma dall'anno scorso abbiamo rubato un pezzo di soggiorno che non usava nessuno e ci abbiamo messo un bel tavolone e due scrivanie per i computer. E' davvero tutta un'altra storia. Anche se, per una strana magia, lo spazio non basta mai: più ce n'è, più ne servirebbe. Avere e gestire un piccolo magazzino per il negozio sta diventando sempre più complicato con l'aumentare dei prodotti. La lotta contro il caos è giornaliera. Però fuori dalla finestra abbiamo una vista splendida, dalla libreria ci guarda un ritratto della nonna e vicino alle scrivanie abbiamo il camino sempre acceso. Non potremmo chiedere di meglio!
6. Pensate che un illustratore abbia bisogno di uno stile personale? e quali sono i vostri suggerimenti per svilupparne uno?
Quando uno è agli inizi ed è alla ricerca disperata di un lavoro, bussa ad ogni porta e i problemi arrivano quando quelli a cui ti rivolgi ti propongono qualsiasi tipo di lavoro e in qualsiasi stile. Si arriva quindi a credere che per poter lavorare abbastanza uno debba sapere fare un po' di tutto. Ma saper fare di tutto è difficilissimo e praticamente impossibile. Sforzarsi in stili non famigliari può portare i suoi vantaggi (fornire nuovi spunti creativi), ma anche frustrazioni infinite. Avere un portfolio vasto può facilitare la ricerca di un lavoro quanto fare tutto il contrario. Cosa fare quindi? Non abbiamo consigli certi. Sviluppare uno stile proprio è ovviamente importante per la propria sanità mentale e anche perchè ci rende riconoscibili e liberi di esprimerci al meglio. Il nostro consiglio, per chi è alla ricerca di uno stile proprio, è quello di non lasciarsi spaventare, di non perdersi d'animo all'inizio. Ci vuole del tempo per coltivarlo e all'inizio può sembrare un'impresa impossibile. E' giusto copiare gli autori preferiti, usare i loro colori, studiarne la composizione, il tratto. Anzi, meglio copiarne tanti, tantissimi. Prendere da ognuno la caratteristica che piace di più, riprodurla così tante volte da farla propria, fino ad arrivare al punto di romperla. Il proprio tratto nascerà da solo con il tempo. L'importante è non fossilizzarsi, guardare un po' di tutto, e lasciarsi guidare da quello che piace davvero.
All the images are property of PEMBERLEY BOND

WORLD ♥ INTERIORS #15

- March 17, 2016 -
WORLD ♥ INTERIORS #15
Il post di oggi non era programmato, ma è di quelli scritti con il cuore che batte fortissimo a causa del mio ennesimo colpo di fulmine. Anche perché mi sembrava perfetto per salutare l'Inverno e promettervi invece dalla prossima settimana post carichi di fiori e primavera!
Premessa: se avessi giusto qualche soldino in più ;-) non avrei dubbi ad investirli in un immobile come quello che vi mostro oggi.
Ma basta sognare, lascio che a parlare siano le splendide foto di questa casa nei boschi svedesi dagli spazi ampi e luminosi, una casa ristrutturata dotata di nuovi comforts come il riscaldamento a pavimento, ma che nasce negli anni '60 come cappella di preghiera nei boschi.
Il legno bianco è il rivestimento che prevale quasi dappertutto, e c'è anche un giardino bellissimo con una piccola serra da utilizzare come Giardino d'inverno. In più un bosco e un torrente vicino come nella migliore delle Favole.
Come potevo non innamorarmene?
All the images are via Fastighetsbyran website



WORLD ♥ INTERIORS #14

- March 09, 2016 -
WORLD ♥ INTERIORS #14
Da una vita dico che devo andare a Parigi (non prendetemi in giro ma è vero non ci sono ancora stata)!
Negli ultimi anni, in verità prima che nascessero i pargoli, ho viaggiato molto nel Nord Europa per studiare e riempirmi gli occhi di quello stile che tanto amo, e ho sempre rimandato la visita alla capitale francese che adesso invece è ufficialmente meta del primo vero viaggio che faremo insieme ai bimbi ;-)
Per questo l'home tour di oggi è dedicato all' HOTEL HENRIETTE che rispecchia perfettamente il mix di stile che sempre più scopro di amare per le atmosfere naturali, accoglienti e vissute ma sempre ricercate e declinate con un attento gusto del bello.
L' hotel si trova nel quartiere Mouffetard popolato di negozi che vendono oggetti e arredi vintage, una mia amica mi ha anche detto di aver visto alcuni tra i caffè più belli proprio lungo quelle strade.
La zona è centrale e secondo me anche voi vi innamorerete delle 32 bellissime stanze disponibili per respirare l'atmosfera di Parigi anche quando stanchi si torna in hotel!

Il lavoro di decorazione e styling degli interni è stato curato da Vanessa Scoffier che ha svolto davvero un lavoro impeccabile e meraviglioso, mixando arredi vintage, decorazioni recuperate nei mercatini e scegliendo pattern grafici che regalano un tocco di contemporaneità al tutto, che ne dite?


All the photos are from HOTEL HENRIETTE website

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